La Natura perfetta

” Quando volli estrarre il sapere ed i segreti della creazione , mi imbattei in una volta sotterranea piena di tenebre , in cui soffiavano i venti…..Allora mi apparve nel sonno una apparizione di bellissima figura ( che gli da indicazioni su come debba comportarsi per raggiungere la conoscenza delle cose più alte ).
Allora le dissi : ma chi sei tu ? Rispose : Io sono la tua natura perfetta. ” Hermes
A Socrate si attribuisce poi l’avere spiegato che la natura perfetta è detta ” il sole del filosofo , la sua radice ed il suo ramo. ”
Hermes dal canto suo l’avrebbe definita come ” pneuma ” che è in congiunzione con la sua stella e lo guida ..e prende per il filosofo il posto del maestro che dà consigli.
Cresce con lui e lo nutre e i raggi della natura perfetta dimorano nell’anima.
Conosci te stesso – Vedi te stesso.
” Talora , per così dire , io mi isolo in me stesso , faccio astrazione dal mio corpo ed è come se fossi una entità semplice priva di corpo  . Allora vedo me stesso nella bellezza e nella gloria che ne resta e sono colmo di stupore e di meraviglia …..io vedo me stesso come se fossi nel mondo dell’intelletto divino. “…Aristotele riferito da Shem Tov Falaquera.
Tutti i profeti hanno contemplato uno specchio opaco , mentre Mosè ha contemplato uno specchio lucente : perciò i profeti hanno paragonato la gloria divina ad una figura umana parchè hanno visto la loro stessa figura .  Ma il nostro maestro Mosè , poichè aveva rimosso da sè ogni materialità e non era rimasta in lui traccia della realtà composite esterne , contemplava direttamente la luce sfolgorante senza alcuna immagine riflessa ma solo una specchio lucente. . . .

”  Il corpo è diviso in due parti : un corpo visibile ai sensi , che è interamente manifesto e non ha bisogno di alcuna dimostrazione , e un corpo celato alla percezione dei sensi , detto anche essenza corporea ” XI sec

Il corpo etereo , che appartiene a ciascun corpo terreno ,  è definito tzelem.

Nell’istante del concepimento, lo tzelem viene formato ed inciso nell’anima  :  ” e quando esce nel mondo , cresce con lo stesso tzelem e in esso cammina ” e prima della sua morte , si ritrae da lui.

Dante  nel XXV del Purgatorio mette in relazione il corpo astrale con l’ombra  : tzel = ombra.   L’ombra proiettata dall’uomo è una proiezione dello Tzelem interiore

Gli abiti della vita sono tessuti di luce o di etere celeste  , sono una veste  che sarà poi anche il suo abito celeste , quando essa dopo la morte , farà ritorno in Paradiso

Scatola Argento Inglese

When I wanted to extract the knowledge and the secrets of creation, I came across an underground vault full of darkness, in which the winds blew ….. Then I appeared in sleep an apparition of a beautiful figure (which gives indications on how it should to behave in order to reach the knowledge of the highest things).
So I told her: who are you? He replied: I am your perfect nature. “Hermes
In Socrates we then attribute the explanation that the perfect nature is called “the sun of the philosopher, his root and his branch.”
Hermes on the other hand would have defined it as “pneuma” which is in conjunction with his star and guides him … and takes for the philosopher the place of the teacher who gives advice. He grows with him and nourishes him and the rays of nature perfect dwell in the soul.
Know yourself – See yourself.
“Sometimes, so to speak, I isolate myself in myself, I make abstraction from my body and it is as if I were a simple entity without a body.Then I see myself in the beauty and glory that remains and I am filled with amazement and wonder ….. I see myself as if I were in the world of the divine intellect. “… Aristotle reported by Shem Tov Falaquera.
All the prophets have contemplated an opaque mirror, while Moses has contemplated a shining mirror: therefore the prophets have compared the divine glory to a human figure because they have seen their own figure.But our teacher Moses, because he had removed from himself every materiality and no trace of external composite reality remained in him, he was directly contemplating the blazing light without any reflected image but only a shining mirror. . . .

“The body is divided in two parts: a body visible to the senses, which is entirely manifest and does not need any demonstration, and a body concealed from the perception of the senses, also called body essence” XI sec

The ethereal body, which belongs to each earthly body, is called tzelem.

At the instant of conception, the tzelem is formed and engraved in the soul: “and when he comes out into the world, he grows with the same tzelem and walks in it” and before his death he withdraws from him.

Dante in the XXV of Purgatory connects the astral body with the shadow: tzel = shadow. The shadow projected by man is a projection of the inner Tzelem

The clothes of life are fabrics of light or of celestial ether, they are a garment that will then be also his celestial habit, when after death he will return to Paradise

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