A come Apocalisse

Cosa è l’Apocalisse ?

E’ il Dramma simbolico dell’anima che si riunifica con lo Spirito Universale; la  reintegrazione dell’Atman nel Brahman , del Divino che è nell’uomo con il Divino che è nell’universo e oltre di esso , al di là della manifestazione.

Non è la distruzione del mondo bensì il ”  fine di un mondo “destinato a realizzarsi in un tempo che non è quello della storia , ma propriamente metacronico.

Si può affermare che la rappresentazione Giovannea consiste in un rituale iniziatico utilizzato dalle primitive comunità cristiane , ai tempi della struttura originaria della Chiesa di chiara impronta esoterica.

Solo a partire dal IV secolo si trasformò in religione essoterica occultando le radici iniziatiche, avviandosi a diventare religione di massa e la furia libellicida dei vescovi si abbattè su le tante apocalissi del tempo , salvando solo i testi di Giovanni che già era in forte odore di gnosi.

L’Apocalisse giovannea è dis-velamento , aletheia , dissolversi delle tenebre che impediscono il chiarore della verità allo spirito individuale costretto nell’illusione della separazione dal Divino universale: è proprio il kalyptein , il Maya indù a nascondere la realtà all’io individuato , fornendogli l’illusione di una vita staccata dal contesto dell’Assoluto , di una fittizia autonomia nella quale consiste il mito del peccato originale , della caduta edenica.

i Mostri dell’Apocalisse sono i mostri della nostra psiche tormentata dalla perdita del centro ; attraverso essi  rappresenta l’attimo a-temporale in cui il piano dell’Essere si riconcilia con quello del divenire , fattosi cosciente della sua inconsistenza ontologica .

Nel Sogno il Pilastro protettore  della coscienza sveglia , tensione tra soggetto ed oggetto , sparisce .

Il Sogno dispone gli avvenimenti in modo asintattico  , non ordinato , rispetto alla coscienza sveglia  ; ha una struttura diffusa , le sue immagini si raggruppano secondo l’emotività del soggetto , secondo i suoi timori e desideri.

Il mondo del sogno resta severamente chiuso alla realtà diurna : è un mondo mitico , non ha nè passato nè avvenire..

L’Apocalisse di Giovanni è il dramma simbolico dell’Anima che aspira a valorizzarsi in Spirito secondo il processo alchemico del Solve.

Questa tensione escatologica  di ordine metastorico è la Parola di Dio , è il Verbo efficiente detto e valido una volta e per sempre  , è il mito esemplare che tende alla rigenerazione universale.

Il mito è realtà senza tempo ma se si trasforma in celebrazione ha necessità del rito e senza di esso ,  che lo ripete , diviene nel tempo ,  lettera morta..

L’Apocalisse è il rivolgimento della realtà universale nell’Immanifesto, i molteplici tornano all’Unità , gli enti alla fonte unica dell’Esistenza , che discende dall’Essere.. , la fine dell’oblio tenebroso , la rimemorazione dell’origine divina di cui si era perduta la consapevolezza.

Le creature cessano la loro peregrinazione nel tempo escatologico: non c’è più scelta individuale perchè l’Assoluto chiama a raccolta tutta la sua manifestazione , il giorno di Brahama sfuma nella notte di Brahaman

B come Bellezza

” Più d’una volta , uscito dal sonno corporeo , essendomi ridestato e fattomi intimo a me stesso , ho la visione d’una bellezza meravigliosa e credo , allora come non mai ,  di appartenere ad un più alto retaggio ” Enneadi IV

Come il filosofare , anche il sentimento della bellezza nasce dal greco Thaumazein , dalla meraviglia ma la natura ama nascondersi come dice Eraclito e l’armonia celata vale più di quella manifesta;

la cosidetta materia è un precipitato dell’energia , un precipitato dello spirito , il pensiero espresso.

Il bello è lo splendore dell’idea del fenomeno , l’arte è rivelazione dell’idea , dispiegarsi della coscienza; per Plotino è percezione annunziante che rinvia ad altro da sè : è esperienza platonica dell’amore perchè l’Eros non è che generazione nella bellezza: nasce da orasis contemplazione e vive una identità ontologica tra etica ed estetica  , come armonia , ordine cosmico  e solo il simbolo può dare ragione della profondità della dimensione estetica .

” Se l’occhio non fosse di natura solare

mai potrebbe percepire il sole;

se non vivesse in noi la forza propria di Dio,

come mai potrebbe incantarci il divino ?” Goethe

Ed anche il linguaggio del sufismo..”Chiunque parla di eternità deve necessariamente avere in sè la lampada eterna ”

Solo l’affine può conoscere l’affine e la costituzione dell’uomo è una riproduzione in miniatura del Kosmos intero , un Kosmos crescente che emerge dalle pieghe del non-essere .

C come Caino

Caino , il grande cattivo , il primo omicida dell’Antico testamento, ha una serie di notevoli precedenti nella storia delle religioni ed ha sempre esercitato un gran fascino ; nel Romanticismo viene assunto come simbolo di una rivolta disperata contro l’ingiustizia cosmica , come motivo di disperazione , di rimorso , di stupore e di terrore davanti al mistero della natura , addirittura  in Baudelaire diviene l’oppresso che schiaccia finalmente il privilegio e sale al cielo.

Abele e Caino prefigurano la polarità che distingue il mondo del divenire , il dualismo delle vicende cosmiche necessario seppur doloroso; Abele ebraico Hebel , respiro , è stato ucciso una infinità di volte ed ancora lo sarà fino alla fine del Tempo: egli è la personificazione del sacrificio ( la Parola originaria di Dio che si spezza nella molteplicità dei fenomeni ).

In Egitto Osiride è assassinato dal fratello Set , smembrato in 42 parti poi ricomposto e rianimato dall’amore di Iside.

In Grecia Dioniso è dilaniato dai Titani , i Giganti delle culture germaniche e cinesi Ymir e Pankou , Purusha indù dai cui frammenti scaturisce l’universo dei nomi e delle forme nama e rupa.

Senza il cisidetto cattivo non ci sarebbe stata evoluzione : al giorno segue la notte ,  e le tenebre hanno anche un loro significato superiore di preparazione , di potenzialità di una nuova aurora.

Per apprezzare Caino occorre intendere il linguaggio simbolico del mito altrimenti egli è solo un assassino  in senso deteriore.

D come Diavolo e Dissonanza

Indagando da un punto di vista laico e non confessionale , sulla questione diavolo,  riflettiamo che già in epoche remote l’intuizione mitica sapeva che tutto ciò che esiste nasce e viene a morte come espressione momentanea dell’unica forza , energia che costituisce il continuum dell’universo.

Il mondo ed ogni fenomeno non sono che campi di forza all’interno di una stessa forza onnicomprensiva tra poli positivi e negativi , tutto è vibrazione e polarità.

Da questa dualità evidente ha preso le mosse la demonologia ma mentre  gli antichi avevano una religiosità cosmica , tutto il mondo era divino , la natura era permeata di spirito , tutto è pieno di dei afferma Talete e le varie divinità politeistiche  non erano che  personificazioni diverse dell’unica Forza , incominciò in persia la cultura iranica di Zaratustra con l’esistenza di due principi eterni della luce e delle tenebre , del bene e del male che influenzò il vicino oriente : due principi complementari furono visti come opposti ed i primi padri della Chiesa trasformarono la Geena di Israele in Inferno con Lucifero , il primo diavolo decaduto.

Una nuova rivoluzione culturale destabilizzo l’ideologia pagana ed il cristianesimo , al di là del suo splendido messaggio , fu responsabile del mondo malato  del medioevo moderno .

Le donne ed il sesso  furono ritenute espressione del negativo e di perdizione.

La psicoanalisi del XX secolo, la  psicologia di Jung , la storia delle religioni hanno iniziato un processo di revisione.

Il demonio esiste solo per coloro che non riescono a vibrare a frequenze più elevate ed a modi superiori di essere.